Pubblicità personalizzata e privacy dei dati
La pubblicità personalizzata è quella sensazione inquietante per cui cerchi una scarpa online e, per i tre giorni successivi, tutto internet vuole venderti quella scarpa.
Grazie ai dati, i brand sanno cosa ci piace, cosa compriamo e a volte sembrano sapere anche cosa desideriamo prima di noi. Il targeting diventa così super efficace, ma il confine con l’invasione della privacy è sottilissimo. Da qui entrano in gioco cookie, GDPR e mille banner che accettiamo senza leggere, perché “tanto devo vedere il contenuto”.
Il problema è trovare l’equilibrio: essere rilevanti senza sembrare stalker digitali. Perché una pubblicità utile è apprezzata, una troppo invadente fa solo venire voglia di chiudere tutto.
Anche perché Big Brother, in fondo, non vende bene.
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